Situazione occupazionale in provincia di Sondrio

Premessa

La condizione giovanile è sempre stata oggetto di preoccupazione. Fin dai tempi antichi la società adulta ha considerato la gioventù in modo ambivalente apprezzandone la vivacità e la ricchezza emotiva, ma temendo quella che veniva giudicata come immaturità e incostanza, come tendenza incontrollata ad innovare e ad evadere le regole vigenti. Di generazione in generazione il problema del rapporto tra giovani e adulti si è rinnovato secondo modalità e descrizioni diverse delle due tematiche perenni che lo caratterizzano: quella del cambiamento e quella del ricambio di potere. Ci si potrebbe aspettare che dopo gli anni adolescenziali, quando la ricerca di autonomia può contare su una identità personale più sicura, il disagio tenda gradualmente a risolversi, a disperdersi nelle nuove esperienze quotidiane. Non va però dimenticato che l’identità personale non può fare a meno della conferma sociale e che quindi la realizzazione del giovane deve fare comunque i conti con le offerte e le risorse che la società pone a sua disposizione.

Questi problemi generali assumono, nella provincia di Sondrio, alcune peculiarità qualitative e quantitative.

Un primo problema è di carattere logistico e consiste nelle difficoltà di comunicazione con i grandi centri nazionali ed internazionali ove i giovani possono trovare stimoli e occasioni innovative di apprendimento e di lavoro.

Un secondo nodo problematico riguarda l’attività produttiva e la relativa struttura occupazionale della provincia che consistono sopratutto in piccole imprese spesso di tradizione e conduzione familiare. Si tratta di una situazione che può essere valutata in modo anche molto diverso: da un lato, infatti, è possibile giudicare positivamente la perdurante validità delle imprese e la consistenza dei legami familiari; dall’altro però è possibile valutare il rischio che ciò possa tradursi in limitazione alle innovazioni ed all’aggiornamento professionale ed anche all’offerta occupazionale per molti giovani. Questa incertezza può tradursi in un più generale interrogativo che vale non solo per Sondrio ma anche per molte altre zone del nostro Paese: ci si può chiedere se il ruolo aggregante e rassicurante delle tradizioni non possa, alla lunga, tradursi in un ostacolo allo sviluppo e se la famiglia sia tuttora adeguata come istituzione formativa o se non possa rappresentare invece un condizionamento prevalentemente conservatore.

Si tratta di quesiti importanti le cui risposte possono costituire fonte di riflessione per valutare se e quali aspetti sono oggi da riconsiderare per una valorizzazione del “capitale umano” valtellinese e per un potenziale sviluppo socio-economico provinciale.

Se infatti un sistema economico è in grado di impiegare al meglio le risorse – in termini di conoscenze e competenze – disponibili sul territorio sarà maggiormente garantito un buon livello di produttività e di re-impiego dei redditi in quel territorio e in quel sistema.

Inoltre è da considerare che idee nuove e studi aggiornati, unitamente alla solidità dell’esperienza, possono favorire l’innovazione e dare impulso al sistema.

 

 

La ricerca "Giovani - adulti: autonomia e lavoro"

La Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, da sempre impegnata nella formazione e nella crescita valoriale delle giovani generazioni, ha ritenuto opportuno approfondire le problematiche suesposte, indagando il quadro dell’attuale condizione della popolazione di età compresa fra i diciannove ed i trenta anni della provincia di Sondrio e di rilevare dai diretti interessati opinioni, atteggiamenti, previsioni ad essa correlati.

Con la collaborazione del Centro di Studi e Ricerche dell’Università Cattolica di Milano e la direzione scientifica del Professor Assunto Quadrio Aristarchi, sono stati coinvolti in modo diretto e secondo diverse metodologie di indagine quasi 1600 persone di cui una minoranza rappresentata da una quarantina di adulti rappresentanti di enti, di istituzioni pubbliche e private e del mondo del lavoro, e 1518 “giovani adulti” di età compresa trai 19 e i 30 anni, di entrambi i sessi e residenti nei singoli comuni che, avendo già compiuto una scelta di studio o di lavoro, stanno sperimentando una prima situazione di tipo adulto.

La ricerca – denominata “Giovani adulti: autonomia e lavoro” e pubblicata nel settembre 2009 - è risultata fondamentale per consentire una miglior conoscenza e lettura della situazione giovanile in provincia di Sondrio, necessaria premessa per attivare iniziative che rispondano alle effettive esigenze del territorio e assumano di conseguenza una forte valenza e utilità.

 

 

La situazione occupazionale giovanile

La collocazione dei giovani nel mercato del lavoro provinciale viene riassunta dalla seguente tabella:

 

ATTIVITA’ ECONOMICA

<=24 ANNI

25/34 ANNI

TOTALE

Agricoltura, silvicoltura, pesca

152

461

613

Estrazione minerali da cave e miniere

11

53

64

Attività manifatturiere

791

2.792

3.583

Fornitura energia elettrica, gas, vapore, aria condizionata

13

112

125

Fornitura acqua, reti fognarie, gestione rifiuti, risanamento

9

48

57

Costruzioni

626

1.738

2.364

Commercio ingrosso e dettaglio; riparazione auto e moto

747

2.438

3.185

Trasporto e magazzinaggio

129

498

627

Attività dei servizi di alloggio e ristorazione

1.067

2.082

3.149

Servizi di informazione e comunicazione

42

207

249

Attività finanziarie e assicurative

66

433

499

Attività immobiliari

8

52

60

Attività professionali, scientifiche, tecniche

40

277

317

Noleggio, agenzia viaggi, servizio supporto imprese

79

340

419

Istruzione

6

111

117

Sanità e assistenza sociale

110

616

726

Attività artistiche, sport, intrattenimento e divertimento

37

116

143

Altre attività di servizi

174

356

530

TOTALE

4.107

12.730

16.837

 

 

Unendo le 2 fasce d’età, quindi considerando nel complesso gli under 35, il settore che presenta la maggior concentrazione di addetti è il manifatturiero; andando nel dettaglio di tale settore il 25% di questi ragazzi lavora nell’industria alimentare, quasi il 20% è impiegato nella fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi i macchinari) mentre il 10% circa è occupato nell’industria del legno.

Gli altri due settori che impiegano molti giovani sono il commercio 19% e gli alberghi 18.7%.

Gli imprenditori sotto i 35 anni d’età tendenzialmente si occupano di costruzioni (23.4%), attività terziarie (22.4%) ed agricoltura (18.7%).

E’ stato stimato che in provincia mancano diplomati che le imprese assorbirebbero, mentre sono molti i laureati che sperano di fare carriera altrove, non sapendo che sono tante le aziende disponibili ad assumere personale qualificato (sopratutto se con laurea ad indirizzo tecnico o scientifico).

Spesso i ragazzi sono convinti che la provincia di Sondrio offra poche opportunità lavorative.

Ciò è dovuto principalmente al fatto che non conoscono la realtà economica e le potenzialità della nostra valle.

In realtà in Valtellina e in Valchiavenna c’è la possibilità di lavorare e fare esperienze attive.

Ci sono profili professionali molto richiesti che spesso le aziende faticano a reperire, quali ad esempio:

 

- addetti alla contabilità ed esperti buste paga;

- agenti di commercio, venditori;

- commessi di negozio, addetti alla cassa, promoter;

- ingegneri (meccanici, programmatori...);

- manutentori esperti (elettricisti, idraulici, meccanici);

- operai qualificati (falegnami, muratori, magazzinieri, saldatori, tornitori...);

- personale di vendita (addetti marketing, PR per alberghi...);

- professioni in ambito turistico, benessere (estetisti, parrucchieri, cuochi, receptionist, camerieri...);

- responsabili amministrativi, capi contabili con esperienza;

- settore sanitario (infermieri, tecnici di laboratorio ecc. ma anche medici anestesisti, ginecologi, radiologi, ortopedici, pediatri...).

 

L’elenco è riduttivo perché sono molte le professioni disponibili in provincia di Sondrio ma il comune denominatore per ognuna di esse è la specializzazione ovvero tutte queste figure devono essere qualificate ed avere una preparazione ben definita.

Altri profili professionali risultano invece di più difficile inserimento nel mondo del lavoro sia perché la preparazione è  generica, sia perché si riferiscono a settori poco  sviluppati in valle:

 

- preparazione amministrativa generica;

- preparazione umanistica;

- preparazione artistica;

- diplomi di qualifica triennale;

- maturità liceale senza percorso post-diploma;

- formazione rivolta ad ambiti particolari che non hanno molte possibilità operative in provincia di Sondrio (telecomunicazioni, statistica, sociologia ecc.).

 

Ciò comunque non significa che le persone che hanno scelto un certo tipo di formazione, ad esempio umanistica, o poco specialistica, non lavoreranno in Valtellina e Valchiavenna ma che, semplicemente, dovranno accettare una maggior flessibilità lavorativa.

Il modo migliore per diventare una risorsa attiva del mercato del lavoro è accrescere sempre la propria professionalità, potenziando la propria formazione ed effettuando esperienze in ambiti diversi per ampliare le proprie competenze.

Job Match si rivolge principalmente ai giovani che non hanno mai avuto esperienze nel mondo del lavoro o che sentono la necessità di ampliare la propria formazione ed acquisire nuove competenze tramite stage, visite guidate, ricerche in azienda per l’elaborazione di tesi.

 

 

 

 

NOTA: elaborazione di “Relazione sull’andamento economico della provincia di Sondrio 2012” Camera di Commercio di Sondrio – Studi ed Analisi Territoriali; alcune informazioni contenute in questa pagina sono tratte dall’opuscolo “Io lavoro qui 2012” della Provincia di Sondrio in collaborazione con la Società di Sviluppo Locale SpA e la Camera di Commercio di Sondrio.

 

 

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